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Scontrino fiscale o ricevuta fiscale? Questo è il dilemma

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Tutti i commercianti o i liberi professionisti, ma più in generale chiunque svolga un’attività di impresa o un lavoro autonomo devono emettere fattura, scontrino o ricevuta fiscale. Oggi ci concentreremo su scontrino e ricevuta fiscale e cercheremo di capire le differenze tra i due documenti.

La ricevuta fiscale viene emessa per prestazioni di servizi a soggetti privati solitamente non titolari di partita IVA ed è, sotto ogni punto di vista, equiparabile ad uno scontrino fiscale perché ha un importo unico (senza scorporo dell’IVA come invece succede con la fattura). Un esempio? Le lavanderie o i parrucchieri emettono ricevuta fiscale mentre cartolerie e panifici emettono gli scontrini fiscali.

Il titolare di azienda può scegliere se emettere scontrino o ricevuta a seconda delle sue esigenze. Ad esempio: gli ambulanti o le nuove attività scelgono spesso di usare la ricevuta fiscale per limitare i costi di servizio (basta acquistare un timbro con i dati fiscali della ditta e un libretto in doppia copia per le ricevute, evitando il costo del registratore di cassa).

Scontrino fiscale: caratteristiche

Ogni scontrino fiscale deve contenere:

  • ragione sociale della ditta;
  • indirizzo del punto vendita (on caso di ambulanti si inserisce l’indirizzo della sede legale);
  • numero di Partita IVA;
  • dati contabili dell’operazione;
  • data, ora e numero progressivo;
  • numero di matricola del registratore di cassa.

Lo scontrino deve essere messo prima che il cliente lasci il negozio l momento in cui si incassa il corrispettivo. Grazie a Scloby lo scontrino viene emesso in pochissimi secondi atraverso la stampante in dotazione.

Ricevuta fiscale: caratteristiche

la ricevuta deve sempre essere emessa in doppia copia (esattamente come lo scontrino fiscale) usando strumenti conformi al DM 30.03.1192 e contenere i dati:

  • numero progressivo di emissione (riferito all’anno solare);
  • numero fiscale dato da chi ha stampato il blocchetto con dati dell’autorizzazione della tipografia proposta;
  • data di emissione;
  • dati fiscali di chi emette ricevuta (Partita IVA, indirizzo, sede legale e ragione sociale);
  • descrizione dei beni e servizi venduti con corrispettivi IVA compresa.

Ma è sempre obbligatorio emettere scontrino o ricevuta fiscale? Intanto specifichiamo che se il cliente ne fa espressamente richiesta, il titolare è obbligato a fare fattura, purché la richiesta venga eseguita prima dell’emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale. Ci sono poi dei casi limite in cui non c’è alcun obbligo di emettere scontrino ne ricevuta come ad esempio i tabaccai e i giornalai che vendono prodotti dei Monopoli di Stato. Stesa cosa vale per i benzinai che devono emettere scontrino per gli accessori (profumi auto, spazzole tergicristallo ecc…), ma non per la vendita di oli lubrificanti o benzina. Ricordiamo anche queste categorie tra gli esenti:

  • prodotti agricoli (se applicato il regime speciale per l’agricoltura);
  • concorsi pubblici e scommesse (lotto, lotterie, schedina totocalcio…);
  • mense aziendali, scolastiche e universitarie;
  • i gondolieri della laguna di Venezia;
  • servizi didattici per il ottenimento della patente di guida;
  • servizi di parrucchieri, barbieri, estetisti, sarti e calzolai che svolgano la propria attività in caserme o ospedali, mediante convenzioni stipulate con Pubbliche Amministrazioni;
  • cartoline e souvenir vendute da ambulanti con strutture non motorizzate.

L’esonero è valido anche per grandi società che fatturino almeno 10 milioni di euro l’anno (in questo caso devono inviare in via telematica all’Agenzia delle Entrate il corrispettivo giornaliero).

Adesso avete le idee un po’ più chiare su ricevute e scontrini fiscali?

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